Generazione Z: chi sono e come si comportano

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INDICE

Chi sono i membri della generazione Z

Sono molti gli studi che hanno provato a dare una risposta accurata alla domanda “Chi sono i membri della Generazione Z”.

Partiamo dicendo che la Generazione Z (o Gen Z) comprende tutti i nati tra il 1995 e il 2010.

I membri di questa generazione sono anche definiti nativi digitali poiché sono stati i primi a vivere fin dall’infanzia in un mondo iper-connesso in cui Internet rappresenta una parte integrante della quotidianità.

Sono la generazione che passa più tempo con il cellulare (nel 2018 la media del tempo speso con il cellulare è stata di 4 ore e 15 minuti, la più alta di tutte le generazioni) e questo ovviamente ha conseguenze anche sul loro stile di vita, sui loro consumi e i loro valori.

Caratteristiche della generazione Z

L’attentato del 2001 alle torri gemelle, la crisi economica, le guerre civili come quelle della primavera araba, i vari attentati legati all’ISIS e i problemi ambientali ci restituiscono un’immagine dei giovani occidentali particolarmente pessimista.

La Gen Z, più di qualsiasi altra generazione sente di vivere in un contesto di incertezza e instabilità. 

RAPPORTO CON IL MONDO DEL LAVORO

Avendo visto le difficoltà di genitori (appartenenti per la maggior parte alla Generazione X) e talvolta dei fratelli maggiori (Millennials) nel trovare un impiego stabile e ben remunerato, i GenZers sono particolarmente pessimisti nei confronti del mondo del lavoro e ricercano la soddisfazione personale in un impiego legato alle loro passioni più che a un salario alto. 

Per questo sono pronti a rimboccarsi le maniche solo in cambio di un’esperienza lavorativa dinamica che permetta loro di mettere a frutto i loro studi o i loro talenti.

I NATIVI DIGITALI E I CONSUMI

Secondo un articolo di Forbes, la Gen Z, più di ogni altra è legata al contatto con i centri commerciali (il 95% dei nati dopo il 1995 dice di averne visitato uno, contro il 75% dei Millennial e il 55% della Generazione X). 

Inoltre, sono i più attenti al fattore esperienziale dei loro consumi. In sostanza non vogliono semplicemente comprare un prodotto ma vivere una vera e propria esperienza: ecco perché molti brand stanno trasformando i loro store in negozi esperienziali. È il caso per esempio di Woolrich a Milano in cui puoi accedere alla Extreme Weather Experience Room, una stanza frigorifero a -20 gradi in cui testare l’efficacia dei giubbotti o personalizzare i tuoi acquisti nella Custom Area. 

L’orientamento all’esperienzialità lo ritroviamo anche nella scelta dei regali. Quasi la metà della Gen Z, infatti, pensa che sia meglio regalare corsi, viaggi, cene, percorsi spa, piuttosto che regali fisici. 

Sempre secondo Forbes quattro GenZers su cinque usano dispositivi mobili durante il momento dell’acquisto nei negozi per confrontare i prezzi con altri store o e-commerce. Inoltre l’80% di questo gruppo afferma di aver comprato qualcosa in un negozio fisico dopo averlo prima osservato sui social. 

Infine la Generazione Z è generalmente più attenta a tematiche ambientali e sociali, rispetto alle generazioni precedenti, per questo predilige i brand che si mostrano altrettanto sensibili. 

GEN Z E TEMATICHE SOCIALI

Secondo uno studio di Ipsos Mori sui giovani britannici, GenZers  sono più propensi rispetto ai Millennial a firmare petizioni, a partecipare a proteste pacifiche e a discussioni sui social. Rispetto alla generazione precedente, invece, hanno molta meno fiducia nei confronti della politica (infatti solo il 15% contatterebbe un membro del parlamento).

Sono particolarmente attenti ai temi ambientali e al problema del cambiamento climatico.

Forse è per questo che nonostante una parte maggioritaria della Generazione Z non voti ancora, dall’Eurobarometro del 2017 emerge che in molti Paesi il numero dei giovanissimi che si identificano come “di sinistra” supera quelli “di destra”, con l’unica eccezione della Polonia. In Italia è il 28% a dirsi di sinistra mentre la destra non va oltre il 5%. Il record di giovani che hanno un’identificazione politica, invece, va alla Svezia, dove ben il 65% si definisce di sinistra e il 17% di destra.

Un altro cambiamento significativo nella generazione Z è relativo agli orientamenti sessuali e all’identità di genere. Sono infatti le generazioni più giovani, millennials e generazione Z, ad esprimere la più vasta accettazione delle relazioni gay e a mostrare una minore inclinazione verso l’acquisto di prodotti che rispecchiano l’identità di genere, mentre preferiscono prodotti gender-neutral.

IL RAPPORTO DELLA GEN Z CON I SOCIAL

I social network preferiti dalla Generazione Z sono YouTube, Instagram, Snapchat e TikTok.

Si tratta di piattaforme che si basano essenzialmente su contenuti visivi come video e foto. Infatti i GenZers hanno una soglia di attenzione di soli 8 secondi. 

Utilizzano i social soprattutto come fonte di intrattenimento e sono restii a parlare della loro vita privata. In questo sono molto più riservati dei Millennials.  

Infatti, dall’ultimo Digital Society Index globale di Dentsu Aegis Network emerge che, nonostante il lockdown abbia portato ad un aumento dell’attività online,  un quinto dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha disattivato i propri account sui social network (ma il dato cresce fino a un quarto in alcuni paesi come l’Italia), mentre un terzo sta limitando l’utilizzo dello smartphone durante la giornata. 

Questo atteggiamento da parte dei membri della Generazione Z è dovuto sia ad una certa preoccupazione relativa all’utilizzo dei propri dati, sia al fatto che, secondo i Centennial i social media hanno un impatto negativo sul dialogo politico nel proprio Paese e sul benessere psico-fisico delle persone.

Nonostante ciò però si dicono fiduciosi nei confronti della tecnologia e nel fatto che in futuro potrà apportare più effetti positivi che negativi.

Come i brand possono comunicare con la Generazione Z

Masaya Nakamura, ceo Solutions di Dentsu Aegis Network, dichiara: “Il nostro sondaggio svela il consumatore digitale del futuro: i giovani tra i 18-24 anni. Esperti di tecnologia che stanno riprendendo il controllo dei loro dati e delle attività online, sia per prendersi cura del loro benessere sia per rispondere alle preoccupazioni su come le aziende e le organizzazioni possano abusare dei loro dati. Tuttavia, rimangono estremamente positivi riguardo al più ampio impatto della tecnologia sulla società”.

Questo significa che i marchi che vogliono instaurare una relazione con questa generazione devono puntare all’autenticità e alla trasparenza.

Devono condividerne i valori e devono essere in grado di parlare la loro stessa lingua. Quindi devono comunicare nel modo che per loro è più congeniale: attraverso contenuti visivi creativi e accattivanti e su questo punto vi consigliamo di leggere il nostro articolo Come funziona TikTok (guida passo per passo).

Con la Gen Z è importante essere in grado di stimolare la curiosità e ispirare.

Bisogna poi offrire ai GenZers possibilità di personalizzazione poiché non amano schemi pre-confezionati e “imposizioni” dall’alto. 

Un’idea vincente potrebbe essere quella di avviare attività collaborative sui social tra brand e utente: ad esempio si potrebbe chiedere il parere degli user per la creazione di un nuovo prodotto o implementare attività di live streaming in cui far sentire il target sempre più coinvolto. 

Citando ancora una volta Masaya Nakamura “I marchi devono ripensare le modalità con cui instaurano relazioni con questa generazione, premiando la trasparenza, l’empowerment e uno scambio di valori chiaro[…]I GenZers sono campioni di tecnologia, ma devi prima guadagnare la loro fiducia”.

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