Mappe di calore: cosa sono e come funzionano

Mappe di Calore

INDICE

Le mappe di calore (le heat map) sono strumenti in grado di misurare l’interazione degli utenti con i contenuti di un sito web e riportarne i dati in forma di rappresentazione grafica.

Se infatti possiedi un sito web relativo al tuo brand (ad esempio un e-commerce) sicuramente vorrai sapere quanto esso sia funzionale, comodo e gradevole per gli utenti che vi accedono.

L’organizzazione interna dei contenuti, nonché l’efficacia degli stessi, sono fattori molto importanti per migliorare la user experience e per far sì che gli utenti si trovino a loro agio nelle tue pagine.

Pagine mal organizzate o poco chiare a livello di contenuti (ad esempio con Call To Action poco efficaci o parti testuali scritte male) non invogliano l’utente a rimanere sul sito e anzi,  lo inducono ad abbandonarlo per cercare altrove ciò di cui ha bisogno.

Non curare l’ottimizzazione di questi aspetti può avere ricadute negative sulle conversioni, il che significa minori vendite e minori guadagni. Per evitare tutto ciò, è utile analizzare i dati relativi al traffico utenti, e ottimizzare il più possibile le componenti del proprio website.

Da questo punto di vista, le heat map hanno l’obiettivo specifico di misurare gli aspetti di navigazione in page. Si tratta di vedere, attraverso una rappresentazione grafica dei dati, come gli utenti si muovono all’interno di un sito, cosa fanno e su quali contenuti riversano maggiore attenzione.

Oggi vedremo cosa sono e come funzionano le mappe di calore. Vedremo anche quali tipologie di heat map esistono e perché sono importanti per il sito web della propria impresa.

Cosa sono e come funzionano le mappe di calore

Le mappe di calore (o heat map) sono rappresentazioni grafiche di dati relativi alla navigazione on page che, attraverso dei colori (caldi o freddi), evidenziano le zone di un sito con cui gli utenti hanno interagito di più (o di meno).

I colori caldi, in genere, indicano le zone di maggiore interazione da parte degli utenti. I colori freddi denotano, invece, i punti della pagina meno coinvolti.

Le mappe di calore, quindi, riportano le aree delle pagine in cui si è focalizzata maggiormente l’attenzione di coloro che navigano al loro interno.

In realtà le heat map nascono per la misurazione dei flussi finanziari. Dall’ambito finanziario, poi, il loro uso è stato esteso ad altri settori, come appunto l’analisi in ambito di web & digital marketing.

In genere l’utilizzo delle mappe di calore va accompagnato a quello di altri strumenti (come Google Analytics) che analizzano in maniera più completa i movimenti degli utenti (visualizzazioni, impression, tasso di rimbalzo, fonte di provenienza dell’utente, ecc).

Le heat map sono molto importanti per misurare l’efficacia del design del sito e di particolari contenuti o strumenti come i link, le CTA (Call To Action) oppure le landing page. Queste ultime, in particolare, a volte presentano contenuti testuali lunghi ed estesi, e pertanto è molto utile sapere se l’utente pone su di essi l’attenzione che desideriamo.

Le mappe di calore si possono creare tramite specifici tools o plugin (se usi WordPress, esiste un plugin gratuito con cui attivare questo strumento).

Inoltre, le heat map, ti consentono anche di registrare le sessioni di navigazione degli utenti all’interno del sito.

Perché è importante installare una mappa di calore sul proprio sito web

Dopo aver visto cosa sono e come funzionano, ti sarà chiaro dunque che le heat map servono per una diagnosi del grado di interazione delle pagine e dei contenuti in esse presenti.

Sapere quali sono i contenuti con cui gli utenti interagiscono di più, e in genere quali sono le aree della pagina che suscitano maggior interesse, consente di ricavare informazioni utili per ottimizzare il proprio sito.

Un sito web aziendale o un e-commerce, infatti, per quanto progettato con cura e competenza, non è detto che assicuri sin da subito il massimo grado di engagement e di conversioni.

Nella maggior parte dei casi, anzi, le strategie di digital marketing hanno bisogno di essere perfezionate e rimodulate in corso d’opera, cioè man mano che vengono ricavati i primi dati sull’utilizzo del sito da parte degli utenti.

Ecco dunque che le attività di analisi sono fondamentali al fine di provare, testare e sperimentare le proprie strategie, e per capire cosa migliorare a livello di content generation o di design interno del sito.

Come abbiamo anticipato, se il sito del tuo brand è ben ottimizzato in tutte le sue componenti, la navigazione da parte dell’utente sarà maggiormente comoda e gradevole. E ciò farà sì che gli utenti passino più tempo sul tuo sito e aumenterà il tasso di conversioni.

Le heat map, quindi, insieme agli altri strumenti di analisi del traffico degli utenti rappresentano una risorsa importante con cui i marketers possono gestire le loro strategie o funnel marketing.

Quali tipologie di mappe di calore esistono

Esistono diverse tipologie di mappe di calore, diverse a seconda del tipo di movimento o attività dell’utente che tracciano.

Vediamo dunque quali sono i principali tipi di heat map e a cosa servono.

SCROLL MAP

Le Scroll Map sono particolari mappe di calore che evidenziano fino a che punto della pagina scorrono gli utenti.

Questo tipo di mappe è utile per vedere dove e fino a che punto l’utente visualizza le pagine, soprattutto quelle che presentano i contenuti più lunghi e ricchi di informazioni (come gli articoli di un blog o le sezioni delle landing page).

Se infatti gli utenti riservano attenzione solo a piccole sezioni della pagina (senza scorrere fino ai punti più importanti come le CTA), potrà essere utile riorganizzare i contenuti, riscriverli o ricollocarli in punti migliori.

CLICK MAP

Le Click Map consentono di vedere su quali contenuti (e con quale frequenza) gli utenti cliccano con il mouse. 

Naturalmente questo tipo di mappa serve soprattutto per valutare il grado di interazione con i link e i bottoni presenti all’interno del sito, con i video e gli altri contenuti che si attivano appunto tramite un click.

Le Click Map possono essere utili anche per capire se un link e gli altri tasti sono difettosi o non correttamente funzionanti (e nel qual caso saranno evidenziati da un colore freddo, che denota un’interazione scarsa o nulla da parte dell’utente).

HOVER MAP

Infine ci sono le Hover Map, che evidenziano come e con quale frequenza si è spostato il cursore dell’utente nelle varie aree del sito.

In linea di massima, il movimento del cursore con il mouse dovrebbe corrispondere al movimento oculare dell’utente, e quindi dovrebbe segnare cosa guarda e come si svolge la lettura.

Ma è bene tenere presente che non sempre lo spostamento del cursore indica quello oculare dell’utente, il quale non necessariamente muove il mouse nei punti in cui sposta lo sguardo.

Le Click Map, quindi, possono fornire informazioni solo a livello indicativo, cioè danno più che altro un’idea generale di cosa guarda chi naviga all’interno della pagina.

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